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Branded content: come e perché pubblicizzarsi con contenuti brandizzati

Ancora oggi, quando si parla di pubblicità, si pensa alla pubblicità tradizionale. Molte piccole aziende decidono di destinare il budget per il loro marketing in pratiche come inserzioni, volantini, spot aziendali ecc. Ma queste pratiche sono efficaci sul serio?

Rispondere a questa domanda è molto semplice, basta ragionarci un attimo. Prova a pensare a come tu reagisci a queste strategie: quando, per strada, provano a lasciarti un volantino, lo prendi e lo leggi con piacere o lo butti subito dopo o, peggio, lo rifiuti? Se, mentre guardi la TV , inizia la pubblicità, la guardi tutta con piacere o cambi canale nell’attesa che finisca?

Riflettendoci è facile arrivare alla conclusione che entrambe le strategia siano perlopiù inefficaci. E se nel caso dei volantini parliamo di pubblicità a basso budget, nel caso di uno spot alla TV parliamo di prodotti realizzati con budget altissimi da fior fior di professionisti.

Il problema è che a rendere inefficace queste strategie non è il budget o la qualità della realizzazione ma il fatto che ormai abbiamo una repulsione verso la pubblicità che riconosciamo come tale.

Allora come si fa a pubblicizzare la propria azienda o il proprio brand senza effettivamente fare pubblicità? Tramite un branded content o contenuto brandizzato.

Se è vero che la pubblicità non piace (quasi) a nessuno, è vero anche che tutti consumiamo con piacere una grande quantità di contenuti ogni giorno, siano essi articoli, immagini, video o altro. Sfruttare questi contenuti è il modo migliore per arrivare a nuovi utenti e potenziali clienti.

In questo articolo vorrei provare a spiegarti cos’è il branded content e come si realizza al meglio, a descriverti il concetto di native advertising e illustrarti perché un contenuto è sempre più efficace della pubblicità tradizionale farti degli esempi di branded content marketing di successo da cui prendere ispirazione per le campagne del tuo brand o della tua azienda. Sei pronto? Andiamo!

Definizione di branded content: cos’è e come si realizza

Partiamo dalla definizione: da Wikipedia, il branded content è la pratica del marketing che si attua attraverso la creazione di contenuti finanziati o prodotti da un inserzionista. I contenuti brandizzati sono progettati per creare brand awarness associando il brand a contenuti che ne condividono i valori. Il contenuto non deve necessariamente essere una promozione per il marchio, anche se può comunque includere un product placement.

In soldoni, i contenuti brandizzati possono essere video sui social, articoli di blog o il lavoro di qualsiasi content creator, a prescindere dal media su cui opera. Il contenuto è finanziato totalmente o in parte da un’azienda che vuole fare promozione ed è creato ad hoc per trasmettere dei valori in linea con quelli del brand da promuovere.

Il contenuto, però, non si discosta dalla linea editoriale del creator a cui l’azienda si affida: l’obiettivo è che la pubblicità del brand sia veicolata all’interno di un contenuto che piace alla community di riferimento, non a caso spesso si parla di branded entertainment.

Perché il contenuto è più efficace della pubblicità tradizionale: il native advertising

Perché i messaggi pubblicitari veicolati in un contenuto interessante risultano più efficaci? Beh, perché non li vediamo come pubblicità.

Guarda l’immagine: queste sono delleheat map” o “mappe di calore”, che mostrano il comportamento degli utenti su delle pagine web. Potrai vedere tu stesso come gli utenti ignorino completamente i banner all’interno dei siti. Un comportamento simile è quello dello spettatore che cambia canale quando inizia la pubblicità, che ti ho fatto a inizio articolo.

Molti di noi evitano volontariamente la pubblicità tradizionale appena la riconoscono. Perché? Beh, perché siamo semplicemente stanchi della pubblicità invasiva. Qualcuno, addirittura, per evitare la pubblicità si serve di programmi appositi, come l‘AdBlock di Google Chrome.

In un contenuto brandizzato come si deve, invece, il messaggio promozionale è perfettamente mescolato al contenuto, risultando irriconoscibile. Si parla, in questi casi, di Native Advertising, cioè di un tipo di pubblicità che adotta il linguaggio “nativo” della piattaforma su cui gira: se la piattaforma è un canale Youtube che parla di cucina, un marchio di prodotti alimentari promuoverà una video-ricetta in cui viene utilizzato un prodotto appartenente al marchio, oppure, semplicemente, potrà essere citato all’interno del video perché il canale promuove un’idea di cucina innovativa che è la stessa promossa dal brand, mentre se il canale è un travel blog, l’autore potrebbe, tra i suggerimenti dati agli utenti, consigliare un’attività commerciale perché offre prodotti tipici del luogo realizzati secondo tradizione.

Insomma, un contenuto brandizzato non snatura i valori di chi lo realizza ma li associa a quelli del brand, mescolandoli sapientemente. Il risultato? Noi utenti vediamo con piacere quel contenuto, perché rispecchia lo stile che ci piace e a cui siamo abituati e, contemporaneamente, assorbiamo i valori del brand e magari impariamo ad apprezzarlo, il tutto senza il fastidio di una pubblicità.

Esempi di branded content marketing di successo

Se c’è un’azienda che con il suo esempio può insegnare qualcosa sul branded content, beh, quella è Red Bull. Il celebre colosso delle bevande energetiche ha portato il concetto di contenuto brandizzato ad un livello superiore, facendone un vero è proprio business.

Partendo dal presupposto che l’azienda Red Bull arriva a destinare il 20% del suo intero fatturato in operazioni di marketing, queste sono, per una buona parte, sponsorizzazioni di atleti, eventi sportivi (spesso di sport estremi), e imprese sportive in senso ampio.

“Red Bull ti mette le ali” recita il loro celebre slogan, ed ecco che allora la bevanda viene promossa attraverso la sponsorizzazione di attività che spingono gli atleti coinvolti a superare i propri limiti, come il Red Bull Cliff diving, una competizione di tuffi da altezze spropositate, o come quando sponsorizzarono l’impresa di Felix Baumgartner, che nel 2010 superò il record d’altezza per un lancio in caduta libera lanciandosi nientemeno che dallo spazio, da una piattaforma legata a un pallone pieno d’elio. Il video dell’impresa è diventato virale in tutto il mondo, garantendo al marchio Red Bull una copertura mediatica eccezionale. Felix Baumgarten fu anche invitato come ospite al Festival di Sanremo del 2013.

Questo tipo di attività hanno portato l’azienda a costruire un impero nel mondo dello sport ed acquistare ben due scuderie di Formula 1 e diverse squadre di calcio nei campionati di tutto il mondo.

Un altro esempio di branded content, questa volta nostrano, è quello attuato dal gruppo di youtuber The Jackal. Nel loro caso possiamo vedere come le aziende sponsorizzino video comici destinati alla diffusione sui social che rispecchiano a pieno le tematiche e lo stile del canale e che vengono apprezzati e condivisi da milioni di persone. I messaggi promozionali sono inseriti nella parte iniziale o finale del video e, spesso, all’interno dello stesso, dove vediamo i protagonisti interfacciarsi con il brand o con l’azienda pubblicizzata durante le loro gag comiche.

Questi sono solo due esempi ma in tutto il mondo esistono diversi siti e canali con cui poter collaborare per attuare le tue strategie di branded content, quelli più adatti a te sono quelli che parlano a una community che potrebbe essere interessata alla tua azienda o al tuo brand. Marketing Italia, per esempio, mette a disposizione una serie di prodotti e di contenuti brandizzati all’interno dei suoi siti e dei suoi canali social, che risultano perfetti per chi vuole sponsorizzare aziende e attività che operano su tutto il territorio italiano o che sono collegate al nostro Bel Paese.

Se hai ritenuto interessante questo articolo o sei interessato alle possibilità per promuovere la tua azienda con un contenuto brandizzato clicca qui, intanto spero che tu abbia trovato piacevole la lettura.

Alla prossima. 🙂

Marco Pescosolido
Marco Pescosolido
🌐 Naïf di Internet, nella SEO, e nell'arte. 💻 Content Manager per Marketing Italia.