Visit Italy svela nel nuovo report le prime 10 Luminous Destinations italiane, un riconoscimento prestigioso che inaugura l’Atlante Luminoso del turismo che verrà. Ecco le mete 2026 annunciate alla BIT di Milano.
C’è un’Italia che non grida, non si affolla, non si consuma in uno scatto. È un’Italia che si lascia capire con il tempo, che vive nel rapporto tra chi la abita e chi la visita, che cresce quando il turismo diventa relazione.
Da questa visione nasce Luminous Destinations, la nuova iniziativa di Visit Italy, una delle piattaforme culturali più seguite in Europa. Il progetto è stato presentato in anteprima a BIT di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo 2026, insieme al nuovo report dell’Osservatorio Turismo, attirando subito l’attenzione dei media e venendo ripreso da Sky TG24, Style Corriere, GreenMe e da numerose testate nazionali e locali.
Sul palco, con la conduzione della giornalista Rai Eva Crosetta, davanti a una platea di centinaia di operatori e amministratori del turismo, Luminous Destinations ha preso forma come una vera e propria risposta culturale al problema dell’overtourism. Non attraverso divieti o nuovi regolamenti, ma spostando attenzione e valore su quel 99% di territorio italiano che resta fuori dai grandi flussi, pur essendo una parte essenziale dell’identità del Paese.
A partire dal 2026, ogni anno Visit Italy selezionerà dieci destinazioni capaci di interpretare al meglio un alternativa alle grandi mete iper-visitate italiane. Non luoghi scelti per moda, ma territori che possono guidare il cambiamento. Luoghi che sanno ascoltare le proprie comunità, rispettare la propria identità e offrire ai viaggiatori esperienze lontane dalla logica del turismo usa e getta.
Luminous Destinations: quando un territorio illumina il futuro
Luminous Destinations si fonda su un principio semplice e radicale: un luogo è davvero desiderabile quando è sostenibile, prima di tutto, per chi lo abita. Le destinazioni selezionate sono territori che stanno costruendo un’accoglienza consapevole, capace di tenere insieme cultura e paesaggio, comunità locali e gestione equilibrata dei flussi.
La selezione nasce dall’incrocio tra dati turistici, osservazione dei comportamenti dei viaggiatori e lettura delle scelte di governance dei territori. Non è solo una lista di posti da visitare. È un modo diverso di immaginare il turismo che verrà, un turismo che genera valore nel tempo, invece di consumare i luoghi nel tempo di una visita.
“Con Luminous Destinations vogliamo accendere una luce su quei territori che dimostrano che il turismo può creare valore senza snaturare i luoghi” spiega Ruben Santopietro, CEO e founder di Visit Italy. Di seguito, il suo intervento che ha emozionato la BIT di Milano.
Le 10 destinazioni selezionate e le motivazioni ufficiali delle scelte
Essere selezionati tra le Luminous Destinations significa diventare un nuovo punto riferimento per l’Italia. Non per notorietà, ma perché racconta che si può accogliere senza consumarsi, crescere senza perdere identità, costruire turismo che crea valore nel tempo e lascia eredità, non solo presenze.
E questo riconoscimento è anche un segno concreto. A ogni destinazione arriverà una grande insegna luminosa da installare in uno spazio pubblico, un simbolo per chi vive la città e per chi la visita, una dichiarazione visibile di visione, cura e responsabilità.
Le prime dieci Luminous Destinations del 2026 saranno il primo capitolo del nuovo Atlante Luminoso di Visit Italy e, anno dopo anno, dieci luci alla volta, disegneranno una nuova geografia del turismo italiano, fatta di territori che rappresentano un’opzione credibile per il turismo di domani.
Ecco le 10 Luminous Destinations italiane del 2026:
- Arezzo (Toscana) – entra tra le Luminous Destinations 2026 perché sta trasformando una tappa di passaggio in una meta e oggi cresce più di molte destinazioni iconiche.
- Castelsaraceno (Basilicata) – è Luminous Destination 2026 perché sta costruendo un modello di turismo outdoor e lento capace di valorizzare la montagna senza snaturarla.
- Monreale (Sicilia) – viene riconosciuta come Luminous Destination 2026 perché sta unendo patrimonio e vita locale offrendo un’esperienza culturale autentica oltre i circuiti più affollati.
- Viterbo (Lazio) – è stata selezionata come Luminous Destination 2026 perché sta connettendo storia, terme e cammini in una città a misura d’uomo con un equilibrio raro tra vivibilità e accoglienza.
- Cingoli (Marche) – si aggiunge alle Luminous Destinations 2026 perché sta mettendo identità e comunità al centro dell’esperienza, rafforzando l’idea di un’Italia panoramica e lenta.alità della vita.
- Oratino (Molise) – è tra le Luminous Destinations 2026 perché sta custodendo un’anima vera e dimostrando come anche i piccoli borghi possano generare valore con coerenza e cura.
- Genova (Liguria) – viene inclusa tra le Luminous Destinations 2026 perché sta costruendo una nuova narrazione internazionale e sta valorizzando quartieri, storie e vita reale della città.
- Livigno (Lombardia) – conquista il titolo di Luminous Destination 2026 perché sta lavorando sulla destagionalizzazione e sta mostrando come una gestione consapevole dei flussi, possa dare risultati concreti.
- Borutta (Sardegna) – rientra tra le Luminous Destinations 2026 perché sta incarna il 99% per cento d’Italia e, anche grazie a progettualità come Salude & Trigu, sta mostrando come il turismo possa distribuire valore fuori dai soliti itinerari
- Gerace (Calabria) – ottiene il riconoscimento di Luminous Destination 2026 perché è un invito a rallentare, valorizzando l’entroterra come leva per riequilibrare i flussi.
Oltre la check-list era: ecco cosa ci dicono i dati
Gli stranieri non solo crescono in numero, ma restano più a lungo e spendono di più: la permanenza media sale a 3,6 notti e la spesa media per viaggiatore raggiunge 930 euro, generando una spesa complessiva stimata in oltre 60 miliardi di euro. Un’evoluzione che rileva leggeri segnali di superamento del turismo mordi e fuggi a favore di soggiorni più lunghi e ad alto valore.
Il report evidenzia inoltre un cambiamento profondo nel modo di pianificare il viaggio. Il 65% dei viaggiatori prenota online, percentuale che sale al 79% tra la Gen Z, mentre l’intelligenza artificiale è già entrata nel processo decisionale di un turista su tre, supportando la scelta delle destinazioni e la costruzione degli itinerari. La finestra di prenotazione si allunga e il viaggio diventa sempre più consapevole, digitale e guidato dai dati.
È in questo contesto che emerge come centrale la figura dei lifers: non più i turisti che consumano un luogo, ma persone che vivono quotidianamente i territori. La loro presenza è un elemento chiave anche per la qualità dell’esperienza turistica: quando i lifers vengono marginalizzati dalla pressione dei flussi e dalla trasformazione dei luoghi in spazi di consumo, i territori rischiano di perdere autenticità e valore. Un turismo davvero sostenibile non può prescindere dal benessere di chi quei luoghi li vive ogni giorno.
Uno sguardo sul futuro del turismo italiano
Il turismo italiano si trova oggi davanti a una scelta cruciale: continuare a crescere inseguendo esclusivamente i numeri, rischiando di svuotare i luoghi del loro significato, oppure ripensare il viaggio come esperienza di valore, relazione e ascolto. Le tensioni generate dall’overtourism nelle grandi città e, allo stesso tempo, la difficoltà di molte mete nel farsi scegliere dai flussi internazionali, dimostrano che il problema non è il turismo in sé, ma come viene distribuito, raccontato e gestito.
In questo scenario, Luminous Destinations rappresenta un invito concreto a cambiare prospettiva. Non propone soluzioni automatiche, ma valorizza territori che hanno scelto di crescere senza snaturarsi, mettendo al centro l’identità dei luoghi e il benessere delle comunità. Un modello di turismo più equilibrato, capace di offrire esperienze di vita reale e di generare valore nel tempo, sia per chi viaggia sia per chi quei luoghi li vive ogni giorno. Un percorso che guarda già oltre il 2026, con l’avvio della call per le Luminous Destinations 2027.


