Nel piccolo paese di Oriolo, nel cuore della Calabria, per la prima volta è un’intera comunità a diventare protagonista di uno spot.
Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, affacciato tra le vette e il mar Ionio, c’è un borgo calabrese che ha deciso di raccontarsi mettendo al centro chi lo vive ogni giorno: Oriolo. Qui più di cento abitanti – bambini, adulti, sacerdoti, figuranti medievali, musicisti – sono diventati protagonisti del nuovo spot di Visit Italy, interpretando semplicemente se stessi tra botteghe, vicoli e piazze. Ne nasce un racconto corale che ribalta l’immaginario del turismo di massa e propone un modello di viaggio lento, autentico, profondamente radicato nell’identità dei luoghi.
Un set a cielo aperto: quando il borgo diventa scena
Oriolo si trasforma in un set a cielo aperto in cui ogni gesto quotidiano acquista valore narrativo: una carta da gioco che scivola sul tavolo, mani che impastano il pane, uno scalpello che lavora il legno, il suono del martello del maniscalco. La telecamera attraversa il centro storico tra calzolai, sarti, laboratori di liuteria e antichi mestieri ancora vivi, restituendo un’immagine di paese dove le tradizioni non sono folkloristiche, ma parte della vita reale.
A tenere insieme queste scene è la metafora musicale racchiusa nel claim “Oriolo: Where Life Becomes Symphony”. Una figura femminile danzante, una sorta di direttrice d’orchestra, attraversa prima luoghi silenziosi, poi si immerge nel cuore pulsante della comunità, quasi a “dirigere” la sinfonia di gesti, relazioni e rituali che animano il borgo. Il risultato è un racconto immersivo che non cerca effetti speciali, ma affida la forza della comunicazione ai volti e alle abitudini delle persone che abitano il territorio.
Turismo lento e identità dei luoghi: la risposta all’overtourism
La scelta di Oriolo non è casuale, ma si inserisce in una riflessione più ampia sul modo in cui l’Italia viene raccontata e vissuta dai viaggiatori. Il 70% dei turisti stranieri si concentra su mete che rappresentano appena l’1% della penisola, lasciando in ombra un “restante 99%” di luoghi pronti a essere scoperti. Proprio questo squilibrio alimenta dinamiche di overtourism da un lato e di marginalità dall’altro, con borghi e aree interne che faticano a entrare nell’immaginario turistico globale.
In questo contesto, il progetto di Visit Italy su Oriolo diventa un caso studio di marketing territoriale orientato alla valorizzazione dei luoghi meno inflazionati. Lo spot non punta a rendere il borgo “più turistico” nel senso classico, ma più riconoscibile nella sua identità profonda: quella di una comunità che accoglie il visitatore facendolo sentire parte di un microcosmo fatto di rituali, mestieri e relazioni. Come sottolinea Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy, oggi la rilevanza di un territorio non si misura più in quanto si trasforma per attrarre, ma in quanto riesce a rimanere fedele a sé stesso.
Per Visit Italy, questo è l’obiettivo principale: ispirare esperienze che vadano oltre la semplice logica del turismo “mordi e fuggi”, trasmettendo la vera essenza dei territori a milioni di spettatori in tutto il mondo. Con una community di oltre 4,1 milioni di utenti, Visit Italy affianca destinazioni e brand nella realizzazione di campagne di marketing di successo, portando il fascino dell’Italia al centro della scena globale e creando connessioni autentiche con i viaggiatori di ogni angolo del pianeta.
