TurismoVisit Italy diventa un caso di studio accademico internazionale

Visit Italy diventa un caso di studio accademico internazionale

Un capitolo scientifico internazionale analizza la piattaforma come esempio di strategia di successo nel marketing territoriale contemporaneo.

Non è una semplice menzione. Non è una citazione di passaggio. Visit Italy è entrata al centro di un vero case study accademico internazionale con un capitolo dedicato dal titolo Territorial Marketing Strategies.

The Case of Visit Italy in the Enhancement of Italian Territories, pubblicato da IGI Global Scientific Publishing e firmato da Sara Cafaro dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Bruno Barbosa Sousa del Polytechnic University of Cávado and Ave e di UNIAG, in Portogallo.

Il chapter presenta Visit Italy come una leading independent platform for the promotion of Italian tourism at national and international levels e la sceglie come caso da analizzare per comprendere come il marketing territoriale possa rafforzare identità, attrattività e sviluppo dei territori.

Visit Italy al centro di un case study internazionale sul marketing territoriale

Il valore della notizia è amplificato anche dal profilo degli autori. Bruno Barbosa Sousa è infatti un accademico di riferimento su questi temi, professore presso il Polytechnic Institute of Cávado and Ave in Portogallo e responsabile del Master in Tourism Management, con un percorso di ricerca concentrato su marketing, strategia e turismo. In altre parole, non si tratta di una segnalazione occasionale, ma dello sguardo di un docente e ricercatore con un posizionamento internazionale in questo settore.

L’aspetto più interessante è il modo in cui Visit Italy viene letta. Il capitolo non si limita a raccontare una piattaforma digitale che promuove il turismo in Italia, ma costruisce prima una cornice teorica sul marketing territoriale e poi analizza Visit Italy come caso concreto, soffermandosi su metodi di comunicazione, strumenti digitali, tecniche di engagement, partnership multimediali con istituzioni e brand internazionali, uso dello storytelling e nuove tecnologie.

Nelle conclusioni, il paper afferma in modo netto che il caso Visit Italy rappresenta un esempio di strategia di successo, capace di dare visibilità anche alle destinazioni meno conosciute, promuovere un modello più sostenibile e contribuire a contrastare l’overtourism attraverso una promozione più equilibrata dei territori.

La ricerca entra poi nel merito di alcune campagne e di alcuni casi specifici che, negli anni, hanno contribuito a definire il modello Visit Italy. Viene citata Tropea come esempio di narrazione capace di trasformare una destinazione in esperienza, il progetto sui dieci comuni del fermano con il caso emblematico di Montottone come esempio di valorizzazione di territori meno noti, Courmayeur come caso di destagionalizzazione, Salude & Trigu in Sardegna per il ruolo degli eventi locali nella redistribuzione dei flussi, e Arezzo come esempio di costruzione digitale del racconto territoriale.

Non manca neppure la dimensione brand, che nel paper assume un significato preciso. Visit Italy viene letta come una piattaforma capace di connettere prodotto, luogo, identità e immaginario culturale, attraverso collaborazioni con marchi iconici come Parmigiano Reggiano, Ferragamo, Martini, Dainese, Aperol, Distilleria Nardini e Interflora. Anche qui il punto non è promozionale in senso stretto. Il cuore dell’analisi è la capacità di trasformare ogni campagna in una narrazione che lega il brand al territorio e il territorio a un’esperienza riconoscibile.

Per una piattaforma culturale indipendente come Visit Italy, nata nel 2016 e arrivata oggi a dieci anni di lavoro accanto ai territori, questo riconoscimento ha un valore che va oltre la soddisfazione. In questi anni la piattaforma ha lavorato con destinazioni in tutta Italia, costruendo campagne di marketing territoriale, progetti di narrazione e percorsi di posizionamento strategico che hanno avuto come obiettivo non soltanto la visibilità, ma la costruzione di una percezione nuova, più profonda e più contemporanea dei luoghi.

Non è un caso che questo riconoscimento arrivi in una fase in cui Visit Italy sta evolvendo ancora. Nata per promuovere l’Italia lontana dai riflettori, la piattaforma sta diventando sempre di più anche un luogo in cui i fenomeni del turismo vengono compresi, studiati, analizzati e tradotti in chiavi di lettura utili per il settore. In questo senso, il case study accademico internazionale non rappresenta un episodio isolato, ma un tassello coerente dentro un percorso più ampio.

Sotto il profilo accademico, infatti, non è neppure il primo segnale. Già a novembre 2025 l’Equazione della Sostenibilità Turistica elaborata dal fondatore Ruben Santopietro era stata richiamata come chiave interpretativa centrale, accanto a modelli come quelli di Butler e Doxey, per leggere in modo più chiaro il tema dell’overtourism. Un passaggio, all’interno del volume accademico Overtourism e nuovi equilibri del turismo contemporaneo a cura dell’Università di Genova, che aveva già mostrato come il lavoro di Visit Italy fosse anche elaborazione culturale e costruzione di strumenti interpretativi.

Per Ruben Santopietro, fondatore di Visit Italy, il significato più profondo di questo riconoscimento sta proprio qui. “Questo risultato ci emoziona perché non parla soltanto di visibilità, ma di metodo, di visione e soprattutto di lavoro di squadra. Se oggi Visit Italy viene studiata in un contesto accademico internazionale, il merito è di un team che da anni lavora con serietà, sensibilità e costanza accanto ai territori.”

Ed è forse questa la lettura più giusta. Visit Italy non viene osservata dal mondo accademico perché ha raccontato l’Italia in modo efficace. Viene osservata perché, nel tempo, ha costruito un metodo. Un metodo che mette insieme contenuto e strategia, digitale e identità, attrattività e responsabilità, desiderabilità e rispetto delle comunità locali.

In un momento in cui il turismo ha bisogno non solo di promozione, ma anche di nuove chiavi per comprendere i territori e proteggerne il valore, il fatto che una realtà indipendente italiana diventi oggetto di studio accademico internazionale è una notizia che pesa.

Redazione
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La redazione di Marketing Italia è composta da professionisti del turismo, del marketing e della comunicazione che ogni giorno analizzano tendenze, dati e strategie legate al settore. L’obiettivo è dare voce a esperti e territori, raccontando innovazioni, casi studio e visioni capaci di orientare il futuro del turismo e del marketing in Italia.